Come gestire le commesse in azienda
Come gestire le commesse passo per passo: dal preventivo accettato alla chiusura, con budget, ore, costi e margine a consuntivo sempre leggibili.


Per gestire le commesse apri una scheda per ogni lavoro venduto nel momento esatto in cui il cliente accetta il preventivo, ci porti dentro l'importo concordato e il budget di ore e di costi, poi fai registrare su quella scheda le ore lavorate e le spese sostenute. Il margine lo leggi confrontando quanto hai venduto con quanto hai speso davvero, mentre il lavoro è ancora in corso e non a fine anno. La commessa si chiude quando la consegna è fatta, la fattura è emessa e i numeri finali stanno scritti sulla scheda invece che nella testa di chi ha seguito il cliente.
Se oggi sai quanto hai fatturato ma non sai quali lavori ti hanno lasciato qualcosa, alla fine di questa guida avrai un modo ripetibile di aprire, seguire e chiudere una commessa, e la possibilità di dire a colpo d'occhio quali sono in ritardo e quali stanno consumando più ore del previsto.
Una precisazione utile: qui non si parla di come si disegna un piano di lavoro. La pianificazione visiva, con dipendenze e scadenze, è un mestiere a parte e l'abbiamo trattata nella guida alla gestione progetti con Gantt e Kanban. La commessa è lo stesso lavoro visto dal lato dei soldi.
Cosa ti serve prima di iniziare
- L'elenco dei lavori aperti oggi, anche scritto a mano: cliente, descrizione in una riga, importo concordato e data di consegna promessa.
- Un preventivo accettato come punto di partenza. La commessa nasce da lì: se i preventivi li fai ancora in un documento a parte, conviene sistemare prima quel pezzo seguendo la guida su come fare un preventivo.
- Una regola di numerazione, decisa una volta e mai più discussa. Per esempio
2026-014oppureROS-14se preferisci vedere subito il cliente. L'importante è che il codice compaia su preventivo, ordine, rapportini e fattura. - Un costo orario interno per ruolo, anche approssimato. Senza quello il consuntivo resta un elenco di ore e non diventa mai un margine.
- Le voci di costo esterne che entrano in commessa: fornitori, trasferte, materiali, collaboratori. Decidere in anticipo cosa ci va dentro evita discussioni a lavoro finito.
- Una persona che chiude le commesse. Se il compito non ha un nome, dopo tre mesi hai quaranta commesse aperte e nessun consuntivo.
Prima di aprire la prima scheda, mettiti d'accordo su cosa registrare in ogni fase. Questa griglia copre la maggior parte dei casi.
| Fase | Cosa succede | Cosa deve restare scritto |
|---|---|---|
| Preventivo accettato | il cliente conferma | importo, condizioni, data di consegna |
| Commessa aperta | il lavoro parte | codice, responsabile, budget ore e costi |
| Lavoro in corso | si consuma il budget | ore per persona, costi esterni, avanzamento |
| Consegna | il cliente riceve | data effettiva, eventuali extra concordati |
| Fattura | si incassa | importo fatturato e collegamento alla commessa |
| Chiusura | si tirano le somme | ricavo, costo totale, margine, note per la prossima volta |
Come gestire una commessa, passo per passo
1. Apri la commessa il giorno stesso dell'accettazione. Non alla prima riunione operativa e non quando arriva l'ordine firmato: nel momento in cui il cliente dice sì. Da quel preventivo porti nella commessa l'importo, le voci concordate e la data di consegna promessa. Il risultato atteso è che nessun lavoro venduto viva per giorni fuori dal sistema, che è il modo più comune di perdere ore non rendicontate.
2. Dai un codice e un responsabile. Il codice serve a ritrovare tutto, il responsabile serve perché una commessa senza un nome accanto non viene aggiornata. Scrivi anche la data di consegna promessa al cliente, non quella che speri: sono due cose diverse e la seconda non protegge nessuno.
3. Scrivi il budget prima di cominciare. Quante ore per ruolo e quali costi esterni prevedi. Un esempio verosimile: commessa 2026-014 per Rossi Impianti, importo 8.400 euro, budget di 60 ore tecniche, 12 ore di coordinamento e 1.800 euro di forniture. Serve un numero, anche imperfetto: senza budget iniziale non esiste scostamento da guardare, e senza scostamento il controllo di gestione è solo un archivio.
4. Fai registrare le ore sulla commessa, non su un foglio a parte. Chi lavora deve poter scegliere il codice commessa e scrivere le ore in pochi secondi, possibilmente lo stesso giorno. Le ore ricostruite a memoria a fine mese sono sempre arrotondate per difetto, e quell'arrotondamento sta tutto sul tuo margine. Come si organizza la parte operativa è descritto nella pagina dedicata alla gestione di progetti e commesse.
5. Aggancia i costi esterni man mano che arrivano. La fattura del fornitore, il rimborso della trasferta, la giornata del collaboratore: ognuno di questi documenti va collegato alla commessa quando entra, non a consuntivo. Caricarlo tre mesi dopo significa scoprirlo quando hai già detto al cliente che quel lavoro era andato bene.
6. Guarda l'avanzamento una volta a settimana, sempre lo stesso giorno. Ti bastano tre colonne: ore consumate contro ore a budget, costi maturati contro costi previsti, percentuale di lavoro consegnato. Il momento utile per intervenire è quando hai bruciato il 60 per cento del budget con il 30 per cento del lavoro fatto: lì puoi ancora parlare col cliente o riorganizzare la squadra.
7. Fattura seguendo quello che hai concordato. Acconto alla firma, stato di avanzamento a metà, saldo alla consegna: qualunque schema tu usi, ogni fattura deve restare collegata alla commessa, altrimenti il fatturato e i costi vivono in due mondi diversi. Se emetti ancora tutto a mano, la parte ripetitiva si può togliere di mezzo, e come si fa è spiegato nella guida alla fatturazione automatica per le PMI.
8. Chiudi la commessa e leggi il margine. Alla consegna metti lo stato su chiuso, controlla che non ci siano ore o fatture in arrivo e scrivi due righe di nota su cosa è andato diverso dal preventivo. Il risultato atteso è una riga leggibile del tipo "venduto 8.400, costato 6.950, margine 1.450", più una frase che ti servirà quando preventiverai un lavoro simile.
Commessa a corpo, a ore o a canone: cosa cambia
Il tipo di accordo commerciale cambia quello che devi tenere d'occhio, e confondere i tre casi è il motivo per cui certi controlli di gestione non dicono niente.
Nella commessa a corpo il prezzo è fisso e concordato prima. Il rischio è tutto tuo, quindi la cosa da controllare è il consumo di ore rispetto al budget: ogni ora in più esce dal tuo margine, e lo scostamento settimanale è l'unico allarme che hai.
Nella commessa a ore fatturi quello che consumi. Il rischio si sposta sul cliente, ma nasce un problema diverso: le ore non registrate non si fatturano, e spariscono. Qui contano la disciplina quotidiana e la trasparenza verso il cliente su quanto è stato consumato.
Nel canone o contratto continuativo vendi un monte ore o un servizio ricorrente. La commessa diventa periodica e la domanda utile è se il cliente sta consumando più di quanto paga: è il tipo di perdita che non si vede mai, perché la fattura esce lo stesso tutti i mesi.
Gestione commesse per una PMI di servizi
Manutenzione, impiantistica, installazioni, assistenza tecnica: qui la commessa raccoglie interventi fatti in posti diversi da persone diverse, spesso nella stessa settimana. Il punto debole è sempre lo stesso, cioè il passaggio dal rapportino compilato in cantiere alla riga di costo.
La regola pratica che funziona è che il tecnico registri sul posto tre informazioni e non una di più: codice commessa, ore, materiali usati. Tutto il resto lo aggiunge chi coordina. Un rapportino che chiede dodici campi viene compilato la sera, male, oppure non viene compilato.
L'altra abitudine che ripaga è distinguere fin da subito il lavoro coperto dal contratto da quello extra. Se il cliente chiede una cosa in più mentre sei sul posto, o diventa una riga a parte sulla commessa o diventa un regalo: non esiste una terza possibilità, e la scelta va fatta quel giorno.
Gestione commesse per uno studio o un'agenzia
In uno studio professionale o in una struttura che vende tempo qualificato la commessa coincide quasi sempre con l'incarico, e il costo principale sono le persone. Serve quindi un costo orario diverso per ruolo, perché un'ora di chi coordina e un'ora di chi esegue non pesano uguale.
La voce che sfugge di più, però, sono le revisioni: il terzo giro di modifiche, quello che nel preventivo non c'era, è ciò che trasforma un lavoro sano in un lavoro in perdita. Metterlo come riga visibile sulla commessa, anche a zero euro, serve a poterne parlare col cliente con un numero in mano. Vale lo stesso per le percentuali riconosciute ad agenti o segnalatori: sono un costo della commessa e vanno calcolate sul margine, non sul ricavo, come spiegato nella guida al calcolo delle provvigioni.
Gestione commesse in cloud: cosa cambia rispetto al foglio di calcolo
Il foglio di calcolo funziona finché lo tiene una persona sola. Il problema nasce quando le persone diventano quattro: due versioni del file, una formula rotta, e nessuno che sappia dire quale sia l'ultima buona.
Con un sistema in cloud il vantaggio pratico non è la tecnologia, sono tre cose molto concrete. Il tecnico registra le ore dal telefono mentre è ancora sul posto, invece di ricostruirle il venerdì. Il preventivo accettato diventa commessa senza che nessuno ricopi importi e voci, e ricopiare a mano è dove nasce buona parte degli errori di margine. Chi coordina vede la stessa schermata di chi ha fatto la vendita, quindi le domande sullo stato di un lavoro smettono di essere telefonate.
Il collegamento con l'amministrazione è l'ultimo pezzo: se le fatture emesse si attaccano da sole alla commessa giusta, il consuntivo si aggiorna senza che nessuno lo compili. Su Flusia questa parte passa dall'integrazione con Fatture in Cloud, e il senso è togliere di mezzo la doppia digitazione.
Metodo alternativo: partire con quello che hai già
Se in questo momento non puoi cambiare strumenti, c'è una versione ridotta che dà comunque quasi tutto il valore e si mette in piedi in un pomeriggio.
Prendi un foglio con una riga per commessa e sei colonne: codice, cliente, importo venduto, ore consumate, costi esterni, stato. Aggiorna solo le ore, una volta a settimana, per le commesse aperte. Non serve altro per accorgersi che tre lavori su venti stanno consumando il doppio del previsto.
Il limite va conosciuto: regge fino a una ventina di commesse aperte e a due o tre persone che scrivono. Oltre, il tempo speso a tenere allineato il foglio supera quello che ti fa risparmiare.
Errori comuni
- Aprire la commessa troppo tardi. Fra l'accettazione e l'apertura della scheda passano giorni in cui qualcuno ha già lavorato. Quelle ore non le recupera nessuno. La regola è aprirla il giorno dell'accettazione, anche vuota.
- Un budget che nessuno ha scritto. Senza ore previste non esiste scostamento, e senza scostamento guardi numeri che non ti dicono cosa fare. Meglio un budget stimato male che nessun budget.
- Le varianti concordate a voce. "Già che ci sei fammi anche questo" erode i margini più di qualunque errore di preventivo. Ogni richiesta in più diventa una riga sulla commessa, con un prezzo o con uno zero esplicito, prima di essere eseguita.
- Commesse che restano aperte per sempre. Il lavoro è consegnato da mesi ma la scheda è ancora aperta, quindi i totali sono sbagliati e nessuno se ne fida. Vale la pena passare in rassegna le commesse aperte una volta al mese.
Quanto tempo serve, e il passo successivo
Impostare la numerazione, definire i costi orari e riportare dentro le commesse aperte richiede in genere una giornata di lavoro se i lavori in corso sono meno di trenta. La parte lunga sono le due o tre settimane che servono perché registrare le ore diventi un'abitudine invece di una cosa che si ricorda il caposquadra.
Dopo il primo mese guarda un dato solo, cioè la percentuale di ore registrate entro il giorno dopo. Se sta sotto la metà, il consuntivo che leggi non è affidabile, e il problema non è lo strumento ma il momento in cui chiedi di scrivere le ore.
Il passo successivo naturale è smettere di guardare le commesse una per una e iniziare a leggerle insieme, per capire quali clienti e quali tipi di lavoro ti lasciano davvero qualcosa: come si costruisce quella vista è raccontato nella guida ai report e alle dashboard di vendita. Se invece il pezzo che ti manca è a monte, cioè il passaggio pulito dall'offerta al lavoro aperto, parti dalla pagina dedicata ai preventivi.
Domande frequenti
Qual è la differenza fra una commessa e un progetto? Nell'uso comune il progetto è il lavoro visto dal lato delle attività e delle scadenze, la commessa è lo stesso lavoro visto dal lato economico: quanto è stato venduto, quanto sta costando, quanto resta. In una PMI sono spesso la stessa scheda guardata da due persone diverse, e il vantaggio di tenerli insieme è non dover riconciliare due elenchi.
Ogni quanto va aggiornato il consuntivo di una commessa? Ore e costi si registrano appena esistono, quindi il giorno stesso. La lettura invece è settimanale: un giorno fisso in cui si guardano le commesse aperte e si controlla lo scostamento. Aggiornare in continuazione e non guardare mai è la situazione più comune, ed è quella che rende inutile tutta la raccolta.
Come si gestiscono le varianti chieste dal cliente a lavoro iniziato? Diventano una riga aggiuntiva sulla commessa, con data, descrizione e importo, anche se quell'importo è zero perché hai deciso di non farla pagare. Serve a rifare i conti sul budget residuo e ad avere una traccia condivisa quando a fine lavoro qualcuno ricorda l'accordo in modo diverso.
Serve per forza un software per gestire le commesse? No, sotto una certa dimensione un foglio ordinato basta e il metodo conta più dello strumento. Il passaggio a un sistema condiviso conviene quando più persone devono scrivere sullo stesso dato, quando le ore vanno registrate fuori ufficio, o quando ti accorgi di ricopiare gli stessi importi dal preventivo alla commessa e dalla commessa alla fattura. Le indicazioni qui sopra sono operative e generali: per la parte fiscale e contabile vale sempre il confronto con il tuo commercialista.
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Scritto da

Luca Bosso
Founder di Flusia
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