Vendite

Come portare i lead di Facebook e Instagram nel CRM

Come far arrivare in automatico nel CRM i lead dei moduli di Facebook e Instagram: collegamento della Pagina, mappatura dei campi e sorgente della campagna.

Luca Bosso
Luca Bosso
|10 min di lettura
Lead in arrivo dai moduli di una campagna Facebook dentro l'elenco del CRM

Per portare i lead di Facebook e Instagram nel CRM colleghi la Pagina aziendale tramite l'integrazione con Meta Lead Ads, scegli i moduli da cui prelevare i contatti e stabilisci a quale campo del CRM corrisponde ogni domanda del modulo. Da quel momento chi compila il modulo dentro Facebook o Instagram entra nell'elenco dei lead in tempo reale, con la sorgente della campagna già scritta e il commerciale già assegnato. Il download manuale del file CSV dalla Business Suite resta un ripiego.

Se oggi qualcuno entra ogni due o tre giorni nel pannello di Meta, scarica un foglio di contatti e lo incolla a mano da qualche parte, alla fine di questa guida avrai un percorso automatico dal modulo della campagna alla scheda del lead, e la prima risposta che parte in minuti invece che in giorni.

Cosa serve prima di iniziare

  • Il ruolo di amministratore sulla Pagina Facebook che pubblica le inserzioni: senza quel permesso il collegamento si interrompe al primo passaggio. Se l'account Instagram è collegato alla stessa Pagina, i moduli compilati su Instagram seguono lo stesso percorso.
  • Un modulo istantaneo già creato, perché il CRM può leggere solo i moduli che esistono. Crea il modulo prima e collega poi: l'ordine inverso costringe a rifare la mappatura.
  • L'elenco delle domande del modulo e la decisione di dove finisce ciascuna risposta nel CRM. Cinque domande sono già molte dentro un social: nome, email, telefono e una domanda di qualificazione coprono quasi tutti i casi.
  • L'indirizzo dell'informativa privacy del tuo sito, raggiungibile pubblicamente: Meta lo richiede per i moduli che raccolgono dati personali.
  • Una regola di assegnazione già decisa e un tempo di prima risposta scritto. Chi compila lo fa in due tocchi mentre scorre, e se lo ricorda per poche ore: un lead così richiamato dopo tre giorni è quasi sempre freddo.

Come collegare i moduli di Facebook e Instagram al CRM, passo per passo

Controlla i permessi sulla Pagina prima di toccare il CRM. Apri le impostazioni della Pagina, sezione degli accessi, e verifica che il tuo profilo abbia il controllo completo. Se le campagne le gestisce un'agenzia, fatti assegnare l'accesso ai lead: è una voce specifica, distinta dal permesso di pubblicare contenuti.

Apri l'integrazione con Meta nel CRM e autorizza l'accesso. Il collegamento parte dalla scheda dell'integrazione Meta Ads di Flusia: premi il pulsante di connessione, accedi con il profilo che amministra la Pagina e conferma le autorizzazioni nella finestra di Meta. Vedrai poi la Pagina comparire fra le sorgenti collegate.

Seleziona la Pagina e i moduli da collegare. Se hai più Pagine, scegli quella che pubblica le inserzioni. Poi attiva i moduli uno per volta, partendo dalla campagna che gira, invece di collegare tutto lo storico e ritrovarti in elenco moduli di prova e campagne chiuse.

Mappa ogni domanda del modulo su un campo del CRM. È il passo che decide la qualità di tutto il resto. Fai corrispondere nome, email e telefono ai campi standard, e le domande di qualificazione a campi già esistenti, non a note libere: un valore in un campo si può filtrare, la stessa informazione dentro un testo no.

Imposta la sorgente e la regola di assegnazione. Fai in modo che ogni lead che entra da qui porti scritta la sua provenienza ("Facebook" o "Instagram") e che quella provenienza sia uno dei criteri con cui il contatto viene affidato a una persona. La logica completa, con la riassegnazione quando nessuno prende in carico, è nella guida su come assegnare i lead ai commerciali.

Fai una compilazione di prova e guarda dove arriva. Meta mette a disposizione uno strumento di test per i moduli lead: fai un invio finto e verifica nel CRM che il lead compaia, che i campi siano nel posto giusto e che la notifica arrivi alla persona prevista. Cancella poi il contatto di prova, altrimenti resta nelle statistiche per mesi.

Decidi cosa succede nei primi dieci minuti. Il collegamento tecnico è metà del lavoro: l'altra metà è che qualcuno risponda. Un messaggio automatico di conferma e una chiamata umana entro il tempo che hai scritto sono la differenza fra un elenco di nomi e un elenco di trattative.

Come mappare i campi del modulo senza perdere informazioni

Campo del moduloDove metterlo nel CRMNota pratica
Nome e cognomeCampi anagrafici standardA volte arriva come campo unico: prevedi come dividerlo
EmailCampo email principaleIl dato che i moduli precompilano meglio, quindi il più affidabile
TelefonoCampo telefonoSpesso col prefisso internazionale: uniforma il formato in ingresso
Domanda a scelta multiplaCampo a elenco (servizio, zona)A valori chiusi, così diventa un criterio di assegnazione
Domanda apertaNote della schedaUtile a chi richiama, inutile per filtrare o segmentare
Nome della campagna o del moduloCampo sorgenteTi dirà quale inserzione porta lavoro vero

La regola per i moduli dentro un social è chiedere poco: ogni domanda in più fa scendere le compilazioni, e le informazioni che tolgono lavoro davvero sono due o tre. Il resto si chiede alla prima telefonata.

Come tracciare la campagna che ha generato il lead

Sapere che un contatto arriva "da Facebook" è poco: serve sapere da quale campagna e da quale modulo, perché è l'informazione con cui decidi dove spostare il budget del mese successivo. Se il campo della sorgente si compila da solo all'ingresso, quel dato c'è senza che nessuno lo scriva: la panoramica dei canali da cui il CRM raccoglie i contatti è nella pagina sull'acquisizione dei lead.

Poi conviene distinguere, dentro la stessa campagna, i contatti che meritano una chiamata immediata da quelli che possono aspettare. Le risposte alle domande di qualificazione servono a questo: se il CRM assegna un punteggio in base a quei valori, la coda di lavoro si ordina da sola, come spiega la guida sul lead scoring automatico.

Se la campagna porta a una landing page invece che al modulo di Facebook

Molte campagne non usano il modulo istantaneo: mandano la persona su una pagina del sito con un form. Cambia il percorso, non il principio: il contatto deve entrare nel CRM da solo. Il form della landing page si collega come ogni altro modulo del sito, e la procedura è nella guida su come collegare il form contatti del sito al CRM.

Qui la sorgente non arriva dalla piattaforma pubblicitaria, quindi va costruita. I due modi che funzionano sono un campo nascosto nel form, valorizzato con il nome della campagna, e i parametri di tracciamento nell'URL, letti dal form e salvati col contatto. Con una pagina dedicata per campagna, il primo è il più semplice.

È anche il percorso per le campagne su piattaforme diverse da Meta, comprese quelle di Google: pagina dedicata, form del sito collegato al CRM e sorgente scritta nel contatto.

Metodi alternativi: webhook e importazione del file CSV

Quando il collegamento diretto non è praticabile (una piattaforma senza integrazione, un modulo su misura, un flusso che passa da un sistema interno) restano due strade. La prima è il webhook: il sistema che raccoglie il contatto lo invia a un indirizzo del CRM appena viene compilato, e il lead entra in tempo reale. Serve qualcuno che imposti la chiamata, ma si fa una volta sola.

La seconda è l'importazione del file CSV, ed è un ripiego: va bene per lo storico o per una campagna già chiusa, non come procedura ricorrente. Qualcuno deve ricordarsene, i contatti restano fermi nel frattempo e i file non restano disponibili per sempre. Se ti accorgi che il file lo scarichi ogni lunedì, è il segnale che l'integrazione va attivata.

Consenso, informativa e dati personali

I moduli di una campagna raccolgono dati personali, quindi il consenso non è un dettaglio da sistemare dopo. Nel modulo deve esserci il collegamento alla tua informativa privacy, aggiornata e coerente con quello che poi fai davvero dei dati. Se vuoi usare quel contatto anche per invii commerciali o newsletter, il consenso relativo va chiesto in modo distinto dalla richiesta di essere ricontattato. Quel consenso va conservato insieme al lead, con data e testo mostrato, perché il valore di un consenso sta nel poterlo dimostrare.

Vale la pena decidere anche per quanto tempo tieni i contatti che non diventano nulla. Il riferimento pubblico sulle regole applicabili è il sito del Garante per la protezione dei dati personali. Queste sono indicazioni generali di carattere organizzativo: per il tuo caso specifico confrontati con il tuo consulente privacy o con il tuo legale.

Errori comuni

Attivare la campagna prima del collegamento. È l'errore più costoso: i lead migliori sono quelli dei primi giorni. Collega e prova con un invio finto prima di far partire il budget, non dopo.

Collegare i moduli e non toccare la mappatura. Un lead che entra con nome, cognome e nient'altro nei campi giusti costringe chi richiama a leggersi le note. Cinque minuti di mappatura valgono mesi di lavoro risparmiato a chi telefona.

Non chiudere mai i lead delle campagne. I contatti da inserzione rispondono meno di quelli che arrivano dal sito, ed è normale. Il problema è quando restano tutti aperti: l'elenco si gonfia e il conteggio delle trattative diventa falso. Vinto, perso o da riprendere con una data, come per l'intera pipeline di vendita.

Quanto tempo serve e qual è il passo successivo

Collegare la Pagina e selezionare i moduli richiede una decina di minuti, autorizzazione compresa; la mappatura e la prova con l'invio di test ne richiedono altri venti. La parte lunga viene prima: decidere le domande, la sorgente e chi risponde, mezz'ora con le persone giuste nella stessa stanza.

Il passo successivo è la lavorazione: una volta che i contatti entrano da soli con la sorgente scritta e un proprietario, il problema si sposta su cosa succede dopo, e la sequenza completa è nella guida su come gestire i lead senza perderli.

Domande frequenti

Perché non basta scaricare il file dei lead da Facebook? Perché fra la compilazione e la telefonata passano i giorni che qualcuno impiega a ricordarsene, e chi ha compilato mentre scorreva il telefono si dimentica in fretta. Il file inoltre perde per strada la sorgente e non fa scattare nessuna notifica: nessuno sa che quel lead esiste finché non apre il foglio.

I lead compilati su Instagram arrivano allo stesso modo di quelli di Facebook? Sì, se l'account Instagram è collegato alla Pagina che pubblica le inserzioni: l'autorizzazione si dà una volta sola e copre entrambe le piattaforme. Nel CRM conviene comunque distinguere la provenienza, perché il comportamento dei due canali è spesso diverso.

Cosa succede ai lead raccolti prima di attivare il collegamento? Vanno recuperati a mano, esportandoli dalla piattaforma e importandoli come file: è l'unico caso in cui l'importazione ha senso. Conviene farlo subito e marcarli con una sorgente diversa, per non confondere le statistiche delle campagne attive.

Quanto ci si mette a rispondere a un lead da campagna social? Il valore che ha senso difendere è entro un'ora nelle fasce in cui l'ufficio è aperto, con un messaggio automatico a coprire il resto. Chi ha compilato non stava cercando te: stava guardando altro. Più la risposta si avvicina alla compilazione, più la conversazione parte da un ricordo fresco.

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Scritto da

Luca Bosso

Luca Bosso

Founder di Flusia

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