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Come importare l'anagrafica clienti in un CRM

Come portare clienti e contatti dentro un CRM senza duplicati: preparare il file, le colonne che servono, la prova sui primi record e cosa non va importato.

Luca Bosso
Luca Bosso
|10 min di lettura
Elenco clienti in un foglio di calcolo pronto per l'importazione nel CRM

Importare l'anagrafica clienti in un CRM è un lavoro in tre tempi: si prepara un unico file pulito, si importa una prova di dieci o venti record, e solo quando quella prova è corretta si carica il resto. La parte che richiede più tempo non è l'importazione, che dura pochi minuti, ma la pulizia che viene prima: unire elenchi diversi, scegliere un campo che identifichi ogni cliente in modo univoco ed eliminare i doppioni.

Se i tuoi contatti oggi vivono in tre fogli di calcolo, nella rubrica del telefono e nella memoria di due colleghi, alla fine di questa guida avrai un'anagrafica sola, senza duplicati, dentro lo strumento che userai tutti i giorni.

Cosa serve prima di iniziare

  • Tutti gli elenchi esistenti, radunati in una cartella: fogli di calcolo, esportazioni dal gestionale, contatti della posta, rubrica del telefono commerciale. Anche quelli che pensi siano vecchi: serviranno per confrontare, non necessariamente per importare.
  • Un campo che identifichi ogni cliente in modo univoco. Per le aziende è la partita IVA, per i privati l'email. Senza questo campo l'importazione riesce lo stesso, ma i duplicati diventano impossibili da riconoscere in automatico.
  • Un utente con i permessi di importazione sul CRM. Nella maggior parte degli strumenti è un permesso da amministratore, non da commerciale.
  • Il file salvato in formato CSV con codifica UTF-8. È il formato che quasi tutti i sistemi accettano, ed è quello che non rovina le lettere accentate.
  • Mezza giornata di calendario, non mezz'ora. Il tempo serve alla pulizia, non al caricamento.

Preparare il file: le colonne che servono davvero

La tentazione è portare dentro tutto quello che si ha. È l'errore più costoso, perché ogni colonna in più è una colonna da mappare, da controllare e poi da ignorare per sempre. Il criterio è semplice: entra un dato se qualcuno lo userà per cercare, filtrare o contattare.

ColonnaA cosa serveObbligatoria
Ragione sociale o nome e cognomeidentificare il cliente
Partita IVA o codice fiscalericonoscere i duplicatisì per le aziende
Emailcontatto e chiave di riconoscimento
Telefonocontattoconsigliata
Città e provinciafiltri e assegnazione per zonaconsigliata
Referente e ruolosapere con chi parliconsigliata
Origine del contattocapire da dove arrivano i clienticonsigliata
Stato (cliente, ex cliente, potenziale)separare chi compra da chi no

Il campo che quasi tutti dimenticano è l'ultimo. Importare in un unico blocco i clienti attivi, quelli persi e i contatti mai diventati nulla significa ritrovarsi il primo giorno con un elenco che non dice niente. Se il tuo elenco non ha questa informazione, ricavarla a mano è comunque più veloce che rimediare dopo.

Come importare l'anagrafica, passo per passo

  1. Unisci tutti gli elenchi in un unico foglio. Una riga per contatto, una colonna per informazione, nessuna cella unita, nessuna riga vuota in mezzo e nessun titolo decorativo sopra le intestazioni. La prima riga deve contenere solo i nomi delle colonne.
  2. Normalizza i formati prima di importare. Telefoni con il prefisso internazionale, email tutte in minuscolo, province con la sigla di due lettere, date nello stesso formato. Sono correzioni che nel foglio di calcolo durano cinque minuti e nel CRM diventano un lavoro a mano su ogni scheda.
  3. Ordina per il campo chiave e cerca i doppioni. Ordinando per partita IVA o per email i duplicati finiscono uno accanto all'altro e si vedono a occhio. Quando due righe sono lo stesso cliente, unisci le informazioni nella più completa e cancella l'altra.
  4. Salva il file in CSV UTF-8, poi riaprilo per verificare che le accentate siano corrette. Se al posto delle accentate compaiono simboli strani, la codifica è sbagliata e va risalvata: importare così significa correggere centinaia di nomi a mano.
  5. Apri la funzione di importazione del CRM e carica prima un file di prova con dieci o venti righe rappresentative. Includi di proposito i casi difficili: un cliente estero, uno senza partita IVA, uno con caratteri accentati nella ragione sociale.
  6. Mappa le colonne del file sui campi del CRM. Lo strumento propone un abbinamento automatico basato sui nomi: controllalo riga per riga, perché è il punto in cui il telefono finisce nel campo del fax e la città nel campo dell'indirizzo.
  7. Imposta la regola sui duplicati prima di confermare. In genere le opzioni sono tre: saltare i record già presenti, aggiornarli con i nuovi valori, oppure crearli comunque. La terza va evitata quasi sempre.
  8. Controlla le venti schede importate, una per una. Non a campione: tutte. È l'unico momento in cui il controllo costa poco.
  9. Solo ora importa il file completo, con la stessa mappatura salvata. A caricamento finito, verifica che il numero di record creati coincida con il numero di righe del file meno i duplicati attesi.

Se i dati arrivano da fonti diverse

Il caso normale non è un file solo, sono quattro elenchi che si sovrappongono in parte. L'ordine con cui li unisci non è indifferente: si parte dalla fonte più affidabile e le altre servono ad arricchirla, non a sostituirla.

La fonte più affidabile è quasi sempre quella contabile, perché contiene i clienti che hanno davvero comprato e ha i dati fiscali corretti. Sopra quella si aggiungono i contatti commerciali, che portano i referenti e i numeri di cellulare che in contabilità non ci sono. Per ultima la rubrica della posta, che è la meno strutturata e la più piena di persone che non c'entrano nulla.

Se una parte dei tuoi contatti arriva dai moduli del sito, quel flusso va sistemato prima dell'importazione e non dopo: altrimenti mentre pulisci l'anagrafica continuano ad arrivare record disordinati. Il modo di impostarlo è descritto nella guida su come raccogliere i contatti dal sito, e il criterio per non perderli per strada nella guida su come gestire i lead.

Metodo alternativo: importare per gradi invece che tutto insieme

Se l'anagrafica è grande o molto disordinata, caricare tutto in un colpo solo trasforma un problema in due. L'alternativa è importare in tre passaggi, a distanza di qualche giorno.

Nel primo entrano solo i clienti attivi degli ultimi due anni: sono pochi, sono quelli che userai davvero e sono i più puliti. Nel secondo entrano le trattative aperte e i potenziali clienti seguiti da qualcuno. Nel terzo, se serve ancora, lo storico.

Il vantaggio è che il CRM diventa utilizzabile dopo il primo passaggio invece che alla fine, e il team comincia a lavorarci mentre il resto arriva. Lo svantaggio è che serve disciplina per completare il terzo passaggio, che una volta partiti sembra sempre meno urgente. Il calendario dei primi giorni è descritto nella guida su come configurare il CRM nei primi 30 giorni.

Che cosa è meglio non importare

Un'anagrafica contiene dati personali, e l'importazione è il momento giusto per non portarsi dietro quello che non serve.

Vanno lasciati fuori i contatti raccolti senza sapere da dove arrivano, le note scritte anni fa su persone che non lavorano più lì, e gli elenchi acquistati da terzi di cui non puoi ricostruire l'origine. Vale anche per i campi: le annotazioni personali su un referente non sono un dato aziendale e non appartengono a una scheda cliente condivisa con tutto il team.

Il criterio pratico è la domanda "chi ci vedrà questo dato e perché". Se non sai rispondere, il dato non entra. Il quadro completo su basi giuridiche, conservazione e diritti degli interessati è nella guida su CRM e protezione dei dati.

Errori comuni

Importare senza fare la prova. Un'importazione sbagliata su cinquemila record non si annulla premendo un tasto: si annulla cancellando cinquemila schede e ricominciando, sempre che il CRM lo permetta. La prova su venti righe costa dieci minuti e vale l'intero lavoro.

Usare il nome come chiave di riconoscimento. "Rossi Srl", "Rossi S.r.l." e "ROSSI SRL" sono tre clienti diversi per qualunque sistema. Il riconoscimento va fatto su partita IVA o email, che sono campi con una forma sola.

Portare dentro lo storico prima di aver deciso a cosa serve. Dieci anni di contatti dormienti rendono ogni ricerca più lenta e ogni statistica falsa. Lo storico si importa quando esiste una domanda a cui deve rispondere, non per principio.

Rimandare la formazione del team. Un'anagrafica perfetta importata in uno strumento che nessuno sa usare produce, nel giro di un mese, un secondo foglio di calcolo parallelo. Se il passaggio dal foglio al CRM ti sembra ancora incerto, il confronto è nella guida su CRM e fogli di calcolo.

Quanto tempo serve e qual è il passo successivo

Per un'anagrafica fino a mille contatti, la pulizia richiede in genere fra le tre e le cinque ore, la prova venti minuti e l'importazione definitiva pochi minuti. Sopra i cinquemila contatti, o quando le fonti sono più di tre, conviene mettere in conto due mezze giornate distinte, separate da qualche giorno di verifica.

Ora che l'anagrafica esiste in un posto solo, il passo successivo naturale è darle un uso: assegnare i clienti alle persone giuste e cominciare a registrare che cosa succede su ciascuno. Se sei ancora nella fase di scelta dello strumento, i criteri sono raccolti nella guida su come scegliere un CRM per una PMI.

Domande frequenti

Meglio importare i contatti o inserirli a mano man mano? Dipende da quanti sono e da quanto sono ordinati. Sotto i cento contatti, l'inserimento manuale è spesso più veloce della preparazione di un file, e ha il vantaggio di costringerti a guardare ogni scheda. Sopra quella soglia l'importazione conviene sempre, purché preceduta dalla pulizia: importare un elenco disordinato è più lento che non importarlo, perché il tempo si sposta dalla preparazione alla correzione, dove costa di più.

Come si gestiscono i clienti che compaiono in due elenchi con dati diversi? Si sceglie in anticipo quale fonte prevale su ciascun campo, invece di decidere caso per caso. Di solito i dati fiscali prevalgono dalla fonte contabile e i recapiti dalla fonte commerciale, perché sono le fonti dove quei dati vengono aggiornati. Scrivere questa regola prima di iniziare evita la discussione su ogni singolo record, che è ciò che fa durare l'importazione tre giorni invece di tre ore.

Che cosa faccio dei contatti di cui non so più nulla da anni? Non vanno cancellati per riflesso, ma nemmeno importati insieme agli altri. La soluzione pratica è tenerli in un file a parte, fuori dal CRM, e recuperarli solo se serve. Così l'anagrafica operativa resta leggibile e nessun dato viene perso.

Se l'importazione va male, si può tornare indietro? Molti CRM registrano ogni importazione come un blocco e permettono di annullarla, ma non è una garanzia da dare per scontata: va verificato prima, non dopo. In ogni caso conviene conservare il file di origine e un'esportazione dell'anagrafica precedente all'importazione, che è il vero piano di rientro.

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Scritto da

Luca Bosso

Luca Bosso

Founder di Flusia

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