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Come gestire i rinnovi dei contratti ricorrenti

Come organizzare i rinnovi dei contratti in una PMI: scadenzario unico, promemoria in anticipo, adeguamenti di prezzo, disdette e un responsabile per riga.

Luca Bosso
Luca Bosso
|13 min di lettura
Elenco di contratti ricorrenti con date di scadenza e responsabili assegnati

Per gestire i rinnovi dei contratti ricorrenti servono tre cose tenute nello stesso posto: un elenco di tutti i contratti attivi con la data di scadenza e il tipo di rinnovo che avete concordato, un promemoria che parta con settimane di anticipo e non il giorno prima, e una persona con nome e cognome responsabile di quella scadenza. Quando i tre elementi convivono, il rinnovo diventa una conversazione preparata invece che una scoperta a cose fatte. Quando mancano, il primo segnale che un contratto è arrivato in fondo lo dà il cliente, oppure non lo dà nessuno e il canone continua a girare senza che sia stato confermato.

Se oggi i canoni li ricordi a memoria e le scadenze stanno sparse fra email, cartelle condivise e un foglio che aggiorna una persona sola, alla fine di questa guida avrai uno scadenzario unico, un calendario di promemoria che parte da solo e un modo diverso di muoverti per ciascun tipo di contratto.

Cosa ti serve prima di iniziare

  • L'elenco completo dei contratti attivi, uno per riga, compresi quelli che non fatturi da mesi ma che formalmente sono ancora aperti. Se pensi di averne trenta e te ne ricordi venticinque, questo è il problema da risolvere prima di ogni altro.
  • Per ciascuno, data di decorrenza e data di scadenza. Sono due campi diversi e servono entrambi: la prima per calcolare anniversari e periodi già fatturati, la seconda per far partire i promemoria.
  • Il tipo di rinnovo che avete scritto nel contratto: prosegue salvo comunicazione contraria, oppure va confermato ogni volta. Copia la formulazione dal documento, non dalla memoria di chi lo ha firmato.
  • L'importo e la periodicità di fatturazione: mensile, trimestrale, annuale. Se le fatture le emetti già in modo ricorrente questo dato lo hai già pronto; se lavori ancora a mano, parti da come impostare la fatturazione automatica in una PMI.
  • Un responsabile con nome e cognome per ogni contratto. "Lo segue il commerciale" non è un responsabile: è un modo elegante di dire che non lo segue nessuno.
  • Il documento firmato raggiungibile in pochi secondi dalla scheda del cliente, non da una cartella condivisa con tre livelli di sottocartelle e due versioni con lo stesso nome.
Tipo di impegnoCosa arriva a scadenzaQuando conviene muoversi
Canone mensile a importo fissoil periodo di fatturazionedue settimane prima
Canone annualel'intera annualitàdue o tre mesi prima
Contratto a progetto per fasila fase in corsoa metà della fase in corso
Rinnovo con adeguamento di prezzol'importo, non la durataprima di ogni altra conversazione

I tempi di questa tabella sono margini operativi, cioè quanto serve a te per preparare la proposta e sentire il cliente. Gli eventuali termini di preavviso sono un'altra cosa e stanno scritti nel contratto: vanno letti lì, caso per caso.

Passo 1: raccogli tutti i contratti in un elenco solo

Apri il CRM e crea una vista dedicata ai contratti attivi, filtrando le schede cliente per lo stato del rapporto. Se una vista simile ancora non esiste, apri un elenco provvisorio con sei colonne e nulla di più: cliente, oggetto, decorrenza, scadenza, importo, responsabile. Al termine avrai per la prima volta un numero affidabile, cioè quanti contratti hai davvero aperti in questo momento.

Aggiungi una colonna "tipo di rinnovo" con due sole voci possibili, per esempio "prosegue salvo comunicazione" e "da confermare ogni volta". Due voci, non cinque: le sfumature contrattuali stanno nel documento, qui ti serve solo sapere se il cliente va sentito per forza oppure no. Il risultato atteso è che ogni riga abbia una delle due voci e nessuna resti vuota.

Collega ogni riga al documento firmato. Allega il PDF alla scheda del cliente o mettici il link, in modo che chi apre la riga veda il contratto senza chiedere niente a nessuno. Se lavori con un portale cliente nel CRM, lo stesso documento può stare anche dalla parte del cliente, e le domande del tipo "cosa avevamo firmato" smettono di arrivare per email.

Passo 2: fai partire i promemoria prima che servano

Imposta un promemoria automatico legato alla data di scadenza di ogni riga, non un appuntamento ricorrente generico in calendario. Il promemoria deve aprirsi sulla scheda giusta e dire cosa fare, altrimenti diventa una notifica che si chiude senza leggerla. Le automazioni di Flusia servono a questo: si impostano una volta e generano l'attività al momento previsto.

Scegli due momenti, non uno. Il primo serve a te per decidere cosa proporre, il secondo a sentire il cliente. Per un canone annuale funzionano bene una verifica interna a due o tre mesi dalla scadenza e il contatto vero circa un mese dopo. Per un canone mensile bastano due settimane. A questo punto ogni contratto avrà due date proprie nel calendario di qualcuno.

Assegna ogni promemoria a una persona, non a una casella condivisa. Una scadenza in carico a info@ è una scadenza in carico a nessuno. Se il responsabile cambia, cambia l'assegnatario sulla riga: è la stessa logica con cui si assegna un preventivo al commerciale che lo ha fatto.

Passo 3: prepara la proposta di rinnovo come prepari un preventivo

Scrivi il rinnovo su un documento, anche quando il contratto prosegue da solo. Una pagina con il periodo nuovo, cosa comprende, l'importo e la data da cui decorre. Non ti serve per obbligo, ti serve perché è l'unico modo di far arrivare il cliente al rinnovo sapendo cosa sta rinnovando. Se non hai ancora un formato tuo, parti dalla struttura di come fare un preventivo e togli quello che non serve.

Riusa il documento dell'anno prima invece di riscriverlo. Duplicare la proposta precedente e aggiornare date e importi costa dieci minuti e mantiene lo stesso linguaggio nel tempo. È lo stesso principio per cui conviene smettere di rifare ogni offerta da zero: ne ho scritto in gestione preventivi senza Excel.

Manda la proposta e programma il richiamo nello stesso momento. Una proposta di rinnovo senza data di richiamo finisce nella stessa coda di tutte le altre email: vale il metodo descritto in come fare follow-up su un preventivo. Al termine di questo passo ogni contratto in scadenza avrà un documento inviato e una data in cui qualcuno ricontatta.

Il canone ricorrente a importo fisso

È il caso più semplice e per questo il più trascurato. Un importo uguale ogni mese non genera nessuna conversazione, quindi passa anno dopo anno senza che nessuno lo guardi.

Fissa una revisione a calendario, non a evento. Una volta l'anno, sempre nello stesso mese, apri l'elenco dei canoni fissi e per ognuno rispondi a due domande: il servizio erogato è ancora quello scritto nel contratto, e il cliente lo sta usando. Se la risposta alla seconda è no, hai trovato una disdetta che arriverà fra sei mesi e puoi anticiparla.

Tieni separati il canone e gli extra. Le attività fuori canone vanno fatturate a parte e devono restare riconoscibili: guardando la spesa dell'anno il cliente deve capire quanto è canone e quanto è lavoro aggiuntivo. Se gli extra finiscono dentro al canone, al primo confronto sul prezzo non hai argomenti da mostrare.

Il contratto a progetto che si rinnova per fasi

Qui non scade una data, finisce un pezzo di lavoro. Il rischio è opposto a quello del canone: non che nessuno se ne accorga, ma che il lavoro prosegua senza che la fase successiva sia stata approvata.

Metti una data di fine anche alle fasi, non solo al progetto intero. Una fase senza data non finisce mai: slitta finché qualcuno se ne lamenta. In Flusia le commesse hanno una struttura pensata per questo, con il lavoro suddiviso e le ore attribuite a ogni parte.

Definisci cosa chiude una fase, in una riga scritta insieme al cliente all'inizio: la consegna di un documento, il collaudo, l'approvazione formale di un elaborato. Il risultato atteso è che l'inizio della fase due non sia un'opinione.

Fai coincidere la chiusura di fase con l'emissione della fattura e con la proposta della fase successiva. Tre azioni nello stesso momento, non tre momenti diversi: è il punto in cui il cliente è più disponibile a parlare del seguito, perché ha appena visto un risultato.

Se la fase successiva non parte, chiudi il progetto invece di lasciarlo aperto. Un progetto sospeso da sei mesi sporca l'elenco e nasconde quelli veri. Meglio chiuderlo, registrarne il motivo e rimetterlo in un percorso di ricontatto: vale lo stesso metodo di come riattivare i clienti inattivi.

Il rinnovo con adeguamento di prezzo

L'adeguamento è la variante in cui il lavoro operativo conta di più, perché una cifra diversa richiede una spiegazione e la spiegazione richiede preparazione.

Decidi l'adeguamento su tutto il portafoglio prima di aprire la prima conversazione. Un criterio applicato a tutti si racconta in una riga, mentre una percentuale decisa cliente per cliente diventa una trattativa diversa ogni volta e, prima o poi, due clienti che si parlano trovano due numeri diversi.

Comunica l'adeguamento in anticipo e separatamente dal rinnovo. Prima la comunicazione, dopo la proposta con il nuovo importo. Sovrapporre le due cose nello stesso messaggio spinge il cliente a leggere solo la cifra.

Porta con te il consuntivo del periodo appena chiuso. Ore lavorate, richieste gestite, cose aggiunte per strada senza fatturarle. Un adeguamento accompagnato da un elenco di fatti è una conversazione; lo stesso adeguamento senza elenco è una comunicazione unilaterale.

La disdetta e i giorni prima della scadenza

Il periodo che precede una scadenza è quello in cui si perdono più contratti per motivi organizzativi: nessuno ha chiamato, nessuno sapeva di doverlo fare.

Guarda l'elenco dei contratti in scadenza nei prossimi novanta giorni una volta a settimana. Dieci minuti il lunedì mattina. È l'unica abitudine di questo articolo che non si può automatizzare, perché serve una persona che decida dove intervenire.

Se arriva una comunicazione di disdetta, registrala sulla scheda del cliente nel giorno in cui la ricevi, con la data e il canale da cui è arrivata. Una disdetta che resta in una casella di posta personale è una disdetta che nessun altro potrà ricostruire.

Tratta i giorni prima della scadenza come un passaggio di consegne, non come un tentativo di recupero. Cosa va restituito, quali accessi si chiudono, quale documentazione consegni, fino a quando resta disponibile lo storico. Se il cliente ha un'area riservata, il portale cliente è il posto naturale in cui lasciare documenti e storico consultabili anche dopo.

Scrivi il motivo della disdetta in un campo, non in una nota libera. Prezzo, servizio, cambio di referente, esigenza venuta meno, passaggio interno. Dopo dieci disdette quel campo ti dice qualcosa che nessuna sensazione personale ti avrebbe detto. E un cliente uscito bene è un cliente che si può ricontattare fra un anno.

Su preavviso, forma della comunicazione e prosecuzione del rapporto la risposta sta nel testo che avete firmato: qui parliamo di come organizzare il lavoro attorno a quelle clausole, non di come interpretarle.

Metodo alternativo: partire dal calendario di fatturazione

Se i documenti firmati sono difficili da recuperare mentre le fatture ricorrenti stanno tutte nel gestionale, partire dai contratti richiede un lavoro di archivio che potresti non avere tempo di fare adesso.

Esporta le fatture ricorrenti degli ultimi dodici mesi e raggruppale per cliente e per importo: ogni gruppo che si ripete con la stessa cadenza è un impegno attivo, anche se il contratto non lo trovi. Ricostruisci la scadenza dalla prima fattura del ciclo e trattala come provvisoria finché non recuperi il documento.

Il vantaggio è che parti da dati già esistenti e in mezza giornata hai un elenco utilizzabile. Il limite è che vedi cosa fatturi, non cosa hai promesso: i contratti attivi ma non ancora fatturati restano fuori.

Errori comuni

Tenere lo scadenzario in un foglio che aggiorna una persona sola. Finché funziona non si nota; si nota il mese in cui quella persona è in ferie e due rinnovi passano senza che nessuno li guardi. Il criterio non è quale strumento usi, è quante persone possono leggere e aggiornare lo stesso elenco.

Contattare il cliente il giorno della scadenza. Arrivare all'ultimo momento toglie a entrambi lo spazio per discutere qualsiasi cosa, e trasforma un rinnovo normale in una decisione presa di corsa. Anche una proposta identica a quella dell'anno prima va inviata con settimane di margine.

Rinnovare senza guardare cosa è stato consumato. Riproporre lo stesso importo per un servizio che il cliente non usa più significa preparare una disdetta più avanti. Meglio accorgersene prima e proporre un perimetro diverso.

Quanto tempo serve

Costruire l'elenco dei contratti attivi richiede da mezza giornata a due giorni, a seconda di quanto è disperso l'archivio: la parte lunga non è compilare le colonne, è ritrovare i documenti firmati. Impostare i promemoria e assegnare i responsabili è lavoro di un paio d'ore. La revisione settimanale costa dieci minuti.

Il passo successivo naturale è collegare lo scadenzario alla fatturazione, così che il rinnovo confermato generi il documento senza un secondo inserimento a mano: il metodo è in fatturazione automatica per le PMI.

Queste sono indicazioni generali di organizzazione del lavoro: per le clausole del tuo contratto, i termini di preavviso e la forma delle comunicazioni, confrontati con il tuo consulente.

Domande frequenti

Quanto tempo prima conviene iniziare a lavorare su un rinnovo annuale? Nella pratica due o tre mesi prima per la verifica interna, e circa un mese prima per il contatto con il cliente. Sono margini che servono a te per preparare numeri e proposta, e non hanno niente a che vedere con i termini di preavviso, che sono quelli scritti nel contratto.

Serve un software dedicato ai contratti o basta il CRM? Se i contratti sono qualche decina, serve solo che ogni riga abbia una scadenza, un responsabile e il documento allegato: un CRM che gestisce clienti, offerte e promemoria copre il caso. Il salto si sente oltre il centinaio di righe con condizioni tutte diverse.

Come si evita che un canone continui a essere fatturato dopo la fine del rapporto? Facendo chiudere il ciclo di fatturazione dalla stessa persona che registra la cessazione, nello stesso momento. Quando le due azioni stanno in mani diverse e in giorni diversi, prima o poi ne parte una senza l'altra.

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Scritto da

Luca Bosso

Luca Bosso

Founder di Flusia

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