Produttività

Software gestione commesse: cosa deve fare

Come scegliere un software di gestione commesse: le funzioni che servono davvero, come provarle prima di comprare e le domande da fare durante la demo.

Luca Bosso
Luca Bosso
|10 min di lettura
Elenco di commesse aperte con avanzamento, scadenze e task collegate

Un software di gestione commesse deve saper fare quattro cose: aprire una scheda di lavoro dal preventivo accettato, tenere dentro quella scheda le attività con date e responsabili, mostrare a che punto sta ogni lavoro senza doverlo chiedere a nessuno, e restare collegato alla fatturazione così che non si ricopino gli stessi importi due volte. Tutto il resto è comodità. Si sceglie provandolo su due commesse vere, non leggendo l'elenco delle funzioni.

Se stai valutando uno strumento e ogni scheda prodotto ti sembra identica alle altre, qui trovi la lista di controllo da usare in prova e le domande da fare in demo, per decidere con qualcosa di verificato in mano invece che con una sensazione.

Questa non è la guida al metodo: come si apre, si segue e si chiude una commessa sta nell'articolo su come gestire le commesse in azienda. Qui si parla di come si sceglie lo strumento.

Cosa serve prima di iniziare

  • L'elenco dei lavori aperti oggi, anche a mano: cliente, descrizione in una riga, importo, data di consegna. Serve per la prova, e il numero delle righe dice già se il foglio di calcolo ti basta.
  • Due commesse vere da ricostruire in prova: una semplice e una andata male. La seconda è quella che distingue gli strumenti.
  • Chi decide, scritto nero su bianco. Una persona firma, una risponde dell'operativo, una dell'amministrazione. Se decidono in cinque, non si decide.
  • Quante persone dovranno scrivere nello strumento, non quante lo guarderanno: licenze e resistenza al cambiamento dipendono dal primo numero.
  • I dati che hai già in formato digitale: anagrafiche, preventivi, listino. Con un listino prezzi dei servizi già ordinato la migrazione dura un pomeriggio invece di una settimana.
  • Una data di decisione. Senza una data la valutazione non finisce mai: tre settimane sono un limite realistico.

Le funzioni che deve avere, e come le verifichi in prova

Questa griglia è la lista di controllo da tenere aperta durante la prova. La colonna di destra è la parte che conta: una funzione dichiarata e una funzione che regge i tuoi dati sono due cose diverse.

Cosa deve farePerché ti serveCome lo verifichi in prova
Aprire la commessa dal preventivo accettatoevita di ricopiare importi e voci a manocrea un preventivo vero, accettalo, guarda cosa nasce
Attività con date e responsabilisenza responsabile una commessa non avanzaassegna tre task a due persone diverse
Vista dell'avanzamentorispondere a "a che punto siamo" senza telefonateapri l'elenco e prova a capirlo in dieci secondi
Registrazione delle ore lavoratele ore non scritte non si fatturano e non si contanofai registrare le ore a un collega, non a te
Calendario e scadenze condivisele consegne promesse stanno in un posto solosposta una scadenza e guarda chi se ne accorge
Collegamento con la fatturazioneil fatturato e il lavoro restano la stessa storiaemetti una fattura collegata alla commessa
Permessi per ruoloil tecnico non deve vedere i marginicrea un utente con permessi ridotti e prova a entrare
Esportazione dei tuoi datipoterti portare via quello che hai scrittoesporta tutto in formato tabellare, oggi, non "dopo"

Se uno strumento ti fa fermare sulle prime due righe, le altre non le devi nemmeno guardare: il passaggio dal preventivo al lavoro aperto è dove nasce quasi tutto il tempo perso. Su Flusia, per esempio, alla firma del preventivo il progetto nasce con le sue attività già dentro, come mostra la pagina sui progetti e le commesse: la cosa da fare è provarla con un tuo preventivo.

Come provare un software di gestione commesse

  1. Apri la prova gratuita e non guardare le impostazioni. Il primo errore è passare due giorni a configurare. Entra e vai al punto 2.
  2. Carica tre clienti veri e tre righe di listino. Serve a lavorare con parole tue invece che con i dati di esempio.
  3. Ricostruisci la commessa semplice. Preventivo, accettazione, apertura del lavoro, tre attività, una scadenza. Cronometra: se ti prende più di venti minuti, con dieci commesse al mese non lo userà nessuno.
  4. Ricostruisci la commessa andata male. Quella con la variante chiesta a voce, il ritardo e il terzo giro di revisioni. Guarda dove lo strumento ti obbliga a scrivere fuori, in una nota o in un file a parte.
  5. Fai entrare una seconda persona senza spiegarle niente. Quello che non trova da sola, non lo troverà nemmeno fra sei mesi.
  6. Prova il pezzo amministrativo. Emetti una fattura collegata alla commessa e controlla che il collegamento resti leggibile da entrambi i lati.
  7. Esporta tutto e chiudi il portatile. Se l'esportazione è completa stai decidendo una cosa reversibile, e il rischio si abbassa molto.

Le domande da fare durante la demo

Le domande utili sono quelle a cui non si risponde con un sì. Chiedi di vedere sullo schermo il passaggio dal preventivo accettato alla commessa aperta, senza slide. Chiedi quante persone dovranno scrivere e cosa cambia nel prezzo, perché è lì che i conti saltano dopo sei mesi. Chiedi chi fa la migrazione, in quale formato torni in possesso dei tuoi dati alla fine del contratto e chi risponde quando qualcosa si rompe.

Se nel giro della demo qualcosa viene raccontato come disponibile ma non te lo mostrano, trattalo come non esistente finché non lo vedi.

Foglio di calcolo, gestionale o CRM con i progetti dentro

Sono risposte a tre problemi diversi: la scelta dipende da dove ti fa male.

Il foglio di calcolo regge quando lo tiene una persona e le commesse aperte sono meno di venti. Il momento in cui smette di funzionare si riconosce da un sintomo preciso: due versioni dello stesso file e nessuno che sappia quale sia buona.

Il gestionale risolve i numeri, cioè contabilità, magazzino, documenti: è la strada giusta quando il tuo problema è amministrativo. Resta però lontano da chi lavora sulla commessa, e le ore continuano a passare da un foglio.

Il CRM con i progetti dentro tiene la stessa scheda dalla trattativa alla consegna: cliente, preventivo, lavoro aperto e attività. Ha senso quando la tua perdita di tempo è nei passaggi di mano, non nei conti. Se la parte che ti serve è la pianificazione visiva, con dipendenze e carichi, è spiegata nella guida su Gantt e Kanban.

Cosa deve fare per un'azienda di servizi

Qui i lavori sono molti, simili e di importo medio. Le due funzioni che decidono sono l'apertura rapida della commessa e un modello di attività ripetibile: se ogni lavoro richiede di scrivere le stesse otto task a mano, il tempo guadagnato torna a zero. In prova crea un servizio con le sue attività standard e vendilo due volte. Serve poi la vista d'insieme: con trenta lavori aperti ti occorre una schermata che dica quali sono in ritardo, non trenta schede da aprire una per una.

Cosa deve fare per un'agenzia

In agenzia il lavoro è a progetto e il costo principale sono le persone. Da verificare è se lo strumento accetta un lavoro che cambia forma: revisioni in più, una fase rimandata dal cliente, un secondo referente che arriva a metà.

Prova anche il retainer. Chiedi come si rappresenta un canone mensile: se l'unico modo è aprire una commessa nuova ogni mese a mano, a fine anno hai dodici schede sciolte per cliente. Come si costruisce un'offerta che regga è nell'articolo su come fare un preventivo.

Cosa deve fare per chi lavora in cantiere o dal cliente

Se la squadra sta fuori, il punto debole è il rientro delle informazioni: ore e materiali dell'intervento devono arrivare nella commessa giusta lo stesso giorno. In prova fai il test dal posto in cui lavorano i tuoi, con la connessione che hanno, e chiedi a un tecnico di registrare un intervento senza aiuto. L'altra verifica è la programmazione in un calendario condiviso, perché il conflitto tipico non è il ritardo ma la sovrapposizione di due lavori sulla stessa persona.

Cosa deve fare per uno studio professionale

Nello studio la commessa è l'incarico, lungo e con scadenze esterne. Contano le pratiche ricorrenti, il rinnovo degli incarichi annuali e i permessi per ruolo. Verifica come si gestisce un incarico che si trascina su due anni e va fatturato a più riprese: è il caso che rompe gli strumenti pensati per lavori brevi.

Metodo alternativo: restare sul foglio di calcolo per ora

Se la decisione non è matura, c'è una mossa intermedia che costa un pomeriggio. Riscrivi il tuo foglio con sei colonne fisse: codice, cliente, importo, consegna promessa, stato, responsabile. Una riga per commessa, un solo file, aggiornato il venerdì.

Ti dà subito la vista d'insieme che oggi non hai, e fra tre mesi diventa il file da importare nello strumento che sceglierai, invece di partire da zero. Il limite è noto: regge fino a una ventina di commesse aperte e a due o tre persone che scrivono.

Errori comuni nella scelta

  • Scegliere sull'elenco delle funzioni. Vince sempre chi ne dichiara di più, e nel lavoro quotidiano ne usi sette. Il rimedio è la griglia qui sopra: otto righe, provate con i tuoi dati.
  • Provare da solo. Chi valuta senza far toccare lo strumento a chi lo userà compra qualcosa che non entra in uso. Fai entrare almeno una persona dell'operativo e ascolta dove si ferma.
  • Rimandare il pezzo amministrativo. Il collegamento con la fatturazione si scopre sempre dopo la firma, ed è la parte che poi si fa a mano per anni.

Quanto tempo serve per decidere, e il passo successivo

Tre settimane sono la misura giusta: una per i requisiti e l'elenco dei lavori aperti, una di prova vera su due commesse, qualche giorno per decidere. Chi ci mette sei mesi non ha un problema di strumenti ma di chi decide.

Quando lo strumento è scelto, il passo successivo è il metodo: numerazione, chi apre le commesse e chi le chiude, come nella guida su come gestire le commesse in azienda. Se invece vuoi partire dalla prova, la pagina sui progetti e le commesse mostra come nascono i progetti e le attività dal preventivo firmato, e da lì apri la prova gratuita.

Domande frequenti

Quanto costa un software di gestione commesse? Dipende da quante persone devono scriverci dentro, non da quante funzioni ha. Conta le persone che registreranno ore e attività e chiedi cosa succede quando quel numero cambia in corso d'anno: è la voce che fa saltare i conti dopo il primo rinnovo.

Mi serve un software se ho poche commesse all'anno? Se i lavori aperti insieme sono meno di venti e li segue una persona, un foglio ordinato basta. Il passaggio conviene quando più persone devono scrivere sullo stesso dato, quando le ore si registrano fuori ufficio, o quando ti accorgi di ricopiare gli stessi importi dal preventivo alla commessa e dalla commessa alla fattura.

Come capisco se lo strumento verrà davvero usato? Immagina un'agenzia di quattro persone che prova uno strumento per due settimane. Non conta se è piaciuto al titolare: conta se alla fine della seconda settimana le attività erano aggiornate senza che nessuno lo chiedesse.

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Scritto da

Luca Bosso

Luca Bosso

Founder di Flusia

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