Vendite

Come capire quali campagne portano clienti

Per capire quali campagne portano clienti collega ogni lead alla campagna d'origine e segui la trattativa fino alla firma: costo per cliente e fatturato.

Luca Bosso
Luca Bosso
|11 min di lettura
Report del CRM con costo per lead, costo per cliente e fatturato divisi per campagna

Per capire quali campagne portano clienti devi collegare ogni lead alla campagna, al gruppo di inserzioni e all'annuncio da cui è arrivato, e poi seguire quel lead nel CRM fino alla trattativa vinta o persa. Solo così, accanto alla spesa, leggi il costo per cliente acquisito e il fatturato di ogni campagna, invece di fermarti a clic e contatti. Le piattaforme pubblicitarie ti dicono chi ha compilato un modulo; chi ha firmato lo sa solo il tuo CRM.

Se oggi spendi ogni mese in Meta o Google Ads e alla domanda "quale campagna ci ha portato i clienti di settembre?" nessuno sa rispondere, alla fine di questa guida avrai un metodo per rispondere con i numeri, campagna per campagna.

Perché i numeri della piattaforma non bastano

Gestione inserzioni di Meta e Google Ads misurano bene quello che succede dentro la piattaforma: impressioni, clic, moduli compilati, costo per lead. Si fermano lì. Non sanno se quel lead ha risposto al telefono, se ha chiesto un preventivo, se ha firmato o se era uno studente che compilava per curiosità.

Il risultato è un errore frequente: si premia la campagna con il costo per lead più basso, che spesso è quella che porta i contatti meno interessati. Una campagna che porta trenta lead a 8 euro l'uno e nessun cliente costa di più di una che ne porta dieci a 20 euro e chiude due contratti. Per vederlo serve unire due mondi: la spesa, che sta nella piattaforma, e l'esito della vendita, che sta nel CRM.

Cosa serve prima di iniziare

  • Accesso agli account pubblicitari con il permesso di leggere i dati e di modificare le inserzioni: ti serve per aggiungere i parametri di tracciamento agli annunci.
  • Una convenzione per i nomi delle campagne, scritta e condivisa con chi le gestisce. Per esempio: canale, servizio, mese ("meta-consulenza-ottobre"). Se ogni campagna ha un nome inventato sul momento, a fine trimestre non riesci a raggrupparle.
  • Una pipeline con fasi chiare e un esito finale per ogni trattativa: vinta, persa, oppure da riprendere con una data. Se le trattative restano aperte per sempre, il conteggio dei clienti per campagna non torna mai. Se la pipeline non c'è ancora, parti dalla guida sulla pipeline di vendita.
  • Il valore di ogni trattativa vinta, inserito nel CRM al momento della firma. Senza importo puoi contare i clienti, ma non il fatturato per campagna.
  • Un periodo di osservazione realistico. Se vendi servizi con trattative di un mese o due, i dati di una campagna lanciata ieri non ti dicono ancora nulla.

Le tre metriche da leggere per ogni campagna

MetricaCosa misuraDove la leggi
Costo per leadSpesa della campagna divisa per i contatti arrivatiPiattaforma pubblicitaria, oppure CRM se riceve la spesa
Costo per cliente acquisitoSpesa della campagna divisa per le trattative vinte da quei leadSolo nel CRM, perché serve l'esito della vendita
Fatturato per campagnaSomma del valore delle trattative vinte nate da quella campagnaSolo nel CRM, con l'importo inserito alla firma
Tasso di chiusuraTrattative vinte divise per lead della campagnaCRM, filtrando la pipeline per campagna

Le prime due righe ti dicono quanto paghi; le ultime due ti dicono cosa ottieni. Una campagna va giudicata sul confronto fra costo per cliente acquisito e valore medio del cliente, non sul costo per lead da solo.

Campagne Facebook e Instagram con i moduli di Meta

È il caso più semplice, perché il lead nasce dentro la piattaforma e porta con sé i dati della campagna.

  1. Collega l'account Meta al CRM. In Flusia si parte dalle impostazioni, collegando Meta Business come descritto nella pagina dell'integrazione Meta Ads. A collegamento fatto puoi passare alla scelta di campagne e moduli.
  2. Scegli quali campagne e quali moduli collegare alla pipeline. Parti dalle campagne attive, non da tutto lo storico. Da qui in avanti ogni lead entra da solo nella pipeline, assegnato al commerciale previsto, e il commerciale riceve una notifica appena qualcuno compila.
  3. Controlla che il lead porti campagna, gruppo di inserzioni e annuncio. Apri la scheda di un lead appena arrivato: devi trovare tutti e tre i livelli. Se trovi solo la scritta "Facebook", non potrai mai dire quale annuncio ha funzionato.
  4. Lavora i lead fino all'esito. Ogni lead diventa una trattativa e ogni trattativa si chiude con vinta o persa e con l'importo. È il passo che le persone saltano, ed è quello che rende vere le metriche.

Il percorso tecnico del collegamento, con la mappatura dei campi del modulo, è spiegato passo per passo nella guida su come portare i lead di Facebook e Instagram nel CRM. Qui ci interessa cosa succede dopo: il lead tiene con sé la sua origine per tutta la vita della trattativa.

Campagne che portano al sito: moduli e parametri UTM

Molte campagne non usano il modulo della piattaforma: portano la persona su una pagina del sito con un form. Qui la campagna non arriva da sola, va trasportata con i parametri UTM, cioè le etichette che aggiungi all'indirizzo della pagina.

  1. Aggiungi i parametri UTM a ogni annuncio. Nelle impostazioni dell'annuncio, nel campo dei parametri dell'URL (in Google Ads, il suffisso dell'URL finale), scrivi almeno utm_source (la piattaforma, per esempio "facebook"), utm_medium (per esempio "cpc"), utm_campaign (il nome della campagna secondo la tua convenzione) e utm_content (l'annuncio). Usa sempre minuscole e trattini: "Meta" e "meta" diventano due fonti diverse.
  2. Collega il modulo del sito al CRM. Il form deve creare il lead nel CRM, non mandare un'email a una casella condivisa. Come si fa è nella guida sul modulo contatti del sito collegato al CRM. In Flusia il modulo del sito crea il lead con la fonte e i parametri UTM, e sui lead che arrivano dal sito tramite le campagne Meta gli UTM vengono salvati in automatico.
  3. Fai una prova con un indirizzo vero. Apri la pagina con i parametri nell'indirizzo, compila il form con un'email di prova come prova@esempio.it e controlla nel CRM: la scheda deve riportare la campagna che hai scritto. Poi elimina il contatto di prova.
  4. Ricorda il limite. Se la persona visita il sito dall'annuncio, se ne va e torna una settimana dopo scrivendo l'indirizzo a mano, quella richiesta arriva senza campagna. Succede, e va messo in conto quando leggi i numeri.

Campagne Google Ads

Con Google Ads valgono le stesse due strade. Se usi il modulo per i lead della piattaforma, controlla sulla prima compilazione che il contatto arrivi nel CRM con la campagna d'origine, come per Meta; se porti le persone al sito, imposti un suffisso dell'URL finale a livello di campagna con gli stessi parametri UTM della variante precedente, così ogni clic arriva sulla pagina con la sua etichetta. I dettagli su moduli, suffissi e chiamate dagli annunci sono nella guida su come portare i lead di Google Ads nel CRM.

Le chiamate meritano un'attenzione in più: chi telefona dall'annuncio non compila nulla. Quando apri la scheda durante la telefonata, scrivi a mano la fonte e, se lo sai, la campagna. Se non lo fai, le campagne che generano chiamate sembreranno sempre le peggiori.

Come leggere spesa e risultati nello stesso posto

Quando i lead portano con sé la campagna, resta da unire la spesa. Puoi farlo a mano, ogni mese, oppure lasciarlo fare al CRM.

In Flusia lo fa la Marketing Intelligence: colleghi le campagne e in dashboard vedi costo per lead, costo per acquisizione e fatturato per campagna, misurati sulla trattativa chiusa e non sul clic. Lavora sulle campagne Meta e Google Ads, i dati si ritrovano anche nei report di progetto, ed è inclusa nel piano Matrix, quello che vedi per intero durante la prova gratuita.

Flusia è un CRM italiano per PMI e piccoli team che tiene nello stesso posto lead, clienti, trattative, chat WhatsApp e preventivi. Si può provare gratis per 30 giorni, senza carta di credito.

Che tu usi uno strumento o no, il controllo mensile è lo stesso:

  1. Filtra le trattative vinte del mese per campagna d'origine. Ottieni il numero di clienti e il fatturato di ogni campagna.
  2. Metti accanto la spesa dello stesso periodo. Dividi la spesa per i clienti: è il costo per cliente acquisito.
  3. Confronta con il valore medio di un cliente. Se un cliente vale 2.000 euro e la campagna lo paga 300, funziona; se lo paga 1.800, no, anche se il costo per lead sembra ottimo.
  4. Sposta il budget un passo alla volta. Togli una parte alle campagne che portano lead ma non clienti, dalla alle altre, e rileggi i numeri il mese dopo.

Se vuoi costruire una vista unica con questi numeri accanto a quelli della pipeline, la guida su dashboard e report di vendita spiega quali indicatori tenere e quali lasciare fuori.

Metodo alternativo: il foglio di calcolo

Se non hai un CRM o non vuoi collegare nulla per ora, puoi partire da un foglio di calcolo condiviso. Funziona per pochi lead al mese e con molta disciplina.

  1. Crea una riga per ogni lead con data, nome, fonte, campagna, annuncio, esito e importo. La campagna la copi dal modulo scaricato o dai parametri UTM che arrivano nell'email del form.
  2. Aggiorna l'esito a ogni trattativa chiusa. Vinta con importo, oppure persa con il motivo.
  3. Una volta al mese aggiungi la spesa per campagna presa dalla piattaforma e calcola costo per cliente e fatturato per campagna con una tabella riassuntiva.

I limiti sono concreti. Il foglio si aggiorna solo se qualcuno se ne ricorda, la campagna va copiata a mano e gli errori di battitura creano campagne doppie. Basta una settimana di ferie di chi lo tiene per avere un buco nei dati. È un buon modo per capire quali domande fare ai numeri; per tenerlo in piedi più di qualche mese serve che il collegamento lo faccia un sistema.

Errori comuni

Giudicare le campagne dopo pochi giorni. Se le tue trattative durano settimane, una campagna con zero clienti dopo cinque giorni non ha ancora fallito. Rimedio: decidi prima la finestra di osservazione, per esempio la durata media di una trattativa, e non toccare il budget prima.

Lasciare le trattative senza esito. Se metà dei lead resta "in lavorazione" per mesi, il tasso di chiusura per campagna è inventato. Rimedio: una revisione settimanale della pipeline in cui ogni trattativa ferma viene chiusa o riceve una data di ripresa.

Cambiare i nomi delle campagne a metà strada. Una campagna rinominata diventa due campagne nei report. Rimedio: la convenzione dei nomi si decide una volta, si scrive e la usa anche l'agenzia che gestisce le inserzioni.

Contare solo l'ultimo contatto. Un cliente può aver visto un annuncio su Instagram, poi cercato il tuo nome su Google e infine chiamato. Il metodo di questa guida attribuisce la trattativa al canale da cui è arrivato il lead: è una regola semplice e utile, ma non racconta tutto il percorso. Tienilo presente prima di spegnere una campagna che "non chiude", soprattutto se lavora sulla notorietà.

Quanto tempo serve e qual è il passo successivo

Scrivere la convenzione dei nomi e aggiungere i parametri UTM agli annunci attivi richiede un paio d'ore. Collegare Meta e i moduli del sito al CRM richiede un'altra ora, prove comprese. Poi serve pazienza: i primi numeri affidabili arrivano dopo un ciclo di vendita completo, quindi di solito dopo uno o due mesi.

Il passo successivo è vedere spesa e risultati nella stessa schermata invece di incrociarli a mano: guarda come funziona la Marketing Intelligence di Flusia e provala sulle tue campagne durante i 30 giorni gratuiti, oppure chiedi di vederla in una demo.

Domande frequenti

Come faccio a sapere quale campagna ha portato un cliente? Il lead deve arrivare nel CRM con la campagna già scritta, dal modulo della piattaforma o dai parametri UTM del sito, e la trattativa deve chiudersi come vinta. A quel punto basta filtrare le trattative vinte per campagna.

Il costo per lead basso vuol dire che la campagna funziona? No. Vuol dire solo che i contatti costano poco. Se quei contatti non diventano clienti, la campagna costa più di una con lead cari ma che chiudono. Il numero da guardare è il costo per cliente acquisito.

Ogni quanto devo controllare i risultati delle campagne? Una volta al mese è un buon ritmo per una piccola azienda, con una finestra di osservazione pari alla durata media delle tue trattative. Controlli quotidiani servono per spesa e anomalie, non per decidere quale campagna porta clienti.

Posso farlo senza un CRM? Sì, con un foglio di calcolo in cui registri campagna ed esito di ogni lead. Regge con pochi contatti al mese; quando i lead crescono o le persone che li lavorano sono più di una, i dati si perdono e conviene che il collegamento lo faccia il CRM.

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Scritto da

Luca Bosso

Luca Bosso

Founder di Flusia

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